domenica 29 maggio 2011

Altri chiarimenti di poetica‏

Il fatto che assicura al poeta una posizione speciale non è tanto il suo "sentire" intensamente la pena come la gioia, la delusione come la speranza sempre rigenerantesi, quanto la capacità di trovare, per esprimere tutto ciò, le parole che gli uomini comuni, pur di viva sensibilità,non conoscono: parole che evochino quei sentimenti, che li comunichino a un gran numero di lettori, suscitando in loro una qualche emozione. Allora quell'immagine, quell'idea, quell'accorata riflessione, quel sentimento, che comunemente è solo  rispettabile sfogo individuale, esce dalla dimensione personale e si eleva a poesia. Questo distingue anzitutto il poeta dal verseggiatore.
Altri chiarimenti in seguito.

venerdì 20 maggio 2011

Chiarimento umanistico in risposta al commento di Elsa

Vero: il poeta dovrebbe chiedere scusa se, e fintantoché, tenesse per sé quel mondo che ha avuto in dono o ha conquistato con sofferta ricerca. Non più, se chi possiede quel castello di parole ha tentato e continua a tentare di condividerlo, di metterne a parte altri o almeno qualcuno che egli ritenga capace di abitarlo con lui, o in sua vece quando il poeta  dovesse smarrirne la chiave.
Rispondo con un post invece che privatamente, come ho fatto per gli altri commenti, peraltro tutti belli e apprezzati, perché Elsa ha posto, con le sue pensose parole, una questione molto importante per me, per il mio essere un'umanista che vorrebbe trasmettere a tutti  il proprio patrimonio culturale e poetico.