Nel lontano 1995 scrivevo questa dedica: Fare poesia è un atto d'amore. Dedicare poesie è un grido d'amore. Scambiarsi poesie è il miglior modo d'amarsi. Ne sono convinta ancora a distanza di sedici anni. E ancora sento di potere affermare che nessuno scrive per se stesso: la poesia ha sempre un interlocutore e, tra gli interlocutori, uno privilegiato, quello che ha più viva sensibilità, più pazienza (nel senso etimologico), più amorosa volontà di ripercorrere il labirinto in cui si è addentrato, smarrito e finalmente ritrovato il poeta col suo carico di rose e di ortiche. Perciò è per lui determinante sapere che la sua parola è attesa con ansia gioiosa, come la pietra preziosa che ha il carisma atto a consolare e a riconciliare col dolore dell'esistere.
Pertanto un poetico abbraccio di ringraziamento a coloro che mi danno nuove motivazioni per scrivere poesie e di poesia; anzitutto ad Alessandra, Anonimo, Elsa, Lucia, Luisa, Giacomo, Matteo, Mimma, Sara, Silvana, Stefano,Titty. Alla prossima vostra, amici miei.
Quello che ha scritto qui sopra è così bello, così toccante, così vero che mi sono spuntate le lacrime, non lacrime di tristezza, non quelle della solitudine, ma quelle della "pienezza", come quando qualcuno ti prende per mano, dopo una delicata carezza sui capelli, e ti guida su un sentiero di campagna, tra alberi fioriti e cinguettii di uccelli. Potrebbe scrivere una poesia, anche già pubblicata, dedicandola a me, Sara G. e a quell'altro, mi pare Stefano,che l'ha chiesta?
RispondiEliminaGrazie, Eva Ostinata.
AUGURI A CARLA
RispondiElimina(per il suo compleanno che cada il 29 maggio)
Non più versi non più prose
per dirti le quotidiane mille cose
e le carezze amorose
che rinfrescano l’anima.
Ormai solo muti segni
progetti e invisibili disegni
e un deposito di pegni
per esplose speranze.
Passano inerti gli anni
nel cerchio dei compleanni
ma tornano senza inganni
col bagaglio augurale.
Si aprirà senz’altro la luce
che al futuro conduce
nel corpo in festa traluce
l’anima d’altri giorni.
Auguri per oggi e domani
auguri per i sogni immani
per i palesi e gli arcani
voli infiniti del cuore.
Ago (poesia che tu, nel tuo corso di scrittura creativa, definiresti - giustamente - d'occasione).
Il vostro amore e insieme il vostro apprezzamento del mio dono d'amore, come un flusso vitale, scorre da voi, miei cari lettori,pur pochi, ma tanto affini, fino a me,fino a inondarmi di luce. E fa riaffiorare sia le speranze di migliorare la gente e me stessa tramite questo rapporto ideale sia le energie necessarie alla realizzazione di antichi rinnovati progetti. Leggete senza fretta e scrivetemi:vi aspetto. Carla Spinella
RispondiEliminaNessuno scrive per se stesso? La Dickinson (la più autorevole di tutti) dove la mettiamo? Comunque complimenti per il suo lavoro e la sua passione poetica. In questo Paese d'arroganti, io sono soltanto un imbrattacarte. Un saluto e un ringraziamento a chi, come Lei, sa adoperarsi per qualcosa di più elevato dei soliti abbai stridenti che la protervia dei prepotenti vorrebbe im(porci). Jean-Marc
RispondiEliminaÈ vero che Emily, dai venticinque anni fino alla morte, visse in solitudine o meglio in un autoisolamento quasi completo tra le bianche pareti della sua stanza al piano superiore della casa paterna. Ma la sua poesia, che fiorì soprattutto a partire dal 1846, oltre a sviluppare la tematica dell'amore per un uomo (era un uomo reale, un pastore protestante), sia pure nell'accezione platonica, oltre a interpretare metaforicamente i vari momenti della quotidianità,non rimane estranea ai problemi della società del suo tempo. Anzi un rilevante numero di poesie fu scritto nella dura temperie storica della guerra di secessione.È vero che quasi tutta la produzione poetica della Dickinson fu pubblicata dopo la sua morte, ma la poetessa, in vita, aveva affidato circa trecento poesie alla cognata; e molto altro materiale fu trovato accuratamente cucito con ago e filo nella sua stanza. Perché, se non in previsione di un possibile lettore ideale o di un destinatario tout court?
RispondiEliminaCaro Jean-Marc, rimango nella mia convinzione, ma non voglio polemizzare con lei, che è, con tutta evidenza, una persona di cultura, di sofferta sensibilità e, a ragione, controcorrente rispetto ai "soliti abbai stridenti che la protervia dei prepotenti vorrebbe im(porci)". Noi ci sottrarremo alla volgarità e alla turpe sopraffazione estetica e culturale. Vero, Jean-Marc?
La ringrazio per il suo apprezzamento, per la sua onestà intellettuale e per avermi offerto l'occasione di esprimere ancora il mio convincimento (che è essenziale per un poeta poter contare su un lettore privilegiato).
Carla Spinella