Il fatto che assicura al poeta una posizione speciale non è tanto il suo "sentire" intensamente la pena come la gioia, la delusione come la speranza sempre rigenerantesi, quanto la capacità di trovare, per esprimere tutto ciò, le parole che gli uomini comuni, pur di viva sensibilità,non conoscono: parole che evochino quei sentimenti, che li comunichino a un gran numero di lettori, suscitando in loro una qualche emozione. Allora quell'immagine, quell'idea, quell'accorata riflessione, quel sentimento, che comunemente è solo rispettabile sfogo individuale, esce dalla dimensione personale e si eleva a poesia. Questo distingue anzitutto il poeta dal verseggiatore.
Altri chiarimenti in seguito.
Pur avendo frequentato il liceo classico "Berchet", solo ora,dopo l'attenta lettura dei tuoi post,credo d'aver capito la differenza, prima oscuramente intuita, fra un qualsiasi scritto in versi e una vera poesia. GRAZIE!
RispondiEliminaMi dispiace di avere appreso troppo tardi la data di presentazione del tuo libro: sono stata indirizzata al blog a metà di maggio.Scrivi per tempo la data e il luogo della prossima: vorrei partecipare per conoscerti personalmente, rivolgerti qualche domanda specifica, avere il tuo autografo. Luisa
P.S. Scusa se mi rivolgo a te dandoti il "tu": mi sento così rappresentata dalla tua poesia che il "lei" mi sembrerebbe artificioso
A Luisa. Sono contenta che le mie precisazioni ti abbiano chiarito le idee e che tu ti senta "rappresentata" dalla mia poesia. Spero di conoscerti alla presentazione del 30 giugno: come vedi, ho scritto le indicazioni necessarie. A presto, mia nuova amica. Carla
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